.Cinzia Grandis arte

L’arte di Cinzia Grandis è pura, carica di colori, gioia per gli occhi. Ricorda Frida Kaklo, richiama il naïf, oppure certi artisti russi come Roman Zaslonov, ma lo stile è tutto suo. Scene di personaggi e animali mitologici, fissi, in posa, come a fermare il tempo.

L’arte di Cinzia è tutta da gustare, da contemplare

Seguitela su facebook o www.cinziagrandis.it, ma vi suggerisco di recarvi a Recoaro Terme a vedere le opere nell’esposizione di via Lelia.

Simone Pavan

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La Critica di Salvatore Fazia

Il volatile che riappare è lo stesso che è apparso a Nietzsche nel 1881 a Recoaro.

Cinzia ha un forte desiderio artistico. Queste figure sono cifrate, il codice è segreto. A Recoaro l’aria delle rocce e l’acqua di sorgente nascondono suggestioni del genere. Questa fantasia è più scientifica che estetica, più patafisica che metafisica. Queste trasfigurazioni hanno i loro luoghi sicuri. Non c’è nulla di surreale in questa pittura, tutto questo accade, è già accaduto. Cinzia è assolutamente un’artista perché non ha mezzi termini. Non è visionaria, è la più vicina alla vita. Frequenta le buone compagnie dei sensi, le loro manifestazioni più cordiali e festose, suggestive e serene. Il volatile che riappare è lo stesso che è apparso a Nietzsche nel 1881 a Recoaro. Cinzia ha orecchio per la pittura, è una segreta auscultazione locale che la consente. Meritatamente abita a Recoaro. Fa bene a parlare con gli dei. È il rosa e l’azzurro delle rocce che intonano queste pitture. Si tratta di cose simboliche, ma dentro c’è verità. Questi uccelli rappresentano l’anima, perché l’anima è un volatile. Cinzia ha l’anima, non tutti hanno l’anima.

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Cinzia Grandis

“Partire dal nulla, da una tela bianca e vuota, e proiettare una immagine costruita nella mia mente… è un’azione magica di cui mi stupisco ogni volta. Creare situazioni strane, personaggi irreali, costruire quello che nella realtà non si vede, ma forse solo in certi sogni con i quali si sfugge alla quotidianità del sempre uguale per entrare nel fascino della immaginazione e del gioco. Una ricerca nelle immagini infinite che la mente dà senza limiti e schemi reali. L’unico sforzo, l’impatto con la realtà, è il pennello, i colori sì che sono un limite…ma è anche una meravigliosa possibilità di creazione… e la pittura allora è insostituibile, è unica nella sua possibilità di proiezione di te stesso.”

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