.TRAMA luce

TRAMALUCE di Massimo Ballardin, giovedì 9 luglio, dalle ore 18,30

Aperitivo con gioiello in vetro

SPAZIO JJ Contrà delle Barche 48, Vicenza

Vetro-2

La luce non si posa: attraversa, sfiora, incide.

Nelle opere di Massimo Ballardin diventa una trama sottile che unisce materiali

diversi, capaci di reagire al suo passaggio in modi opposti e complementari.

Il vetro lascia fluire, la carta trattiene. Uno apre, l’altra custodisce.

Insieme costruiscono un territorio sensibile, una soglia che respira.

Il vetro, fragile e tenace, accoglie la luce come un movimento.

La lascia scorrere tra le sue trasparenze, la frammenta, la moltiplica.

La carta, invece, la assorbe come un ricordo: ne trattiene l’eco,

la trasforma in ombra, in segno, in silenzio.

Due materie che non competono, ma si ascoltano.

Ogni opera nasce da un gesto lento, meditativo, che intreccia calore,

pressione, attesa. Le forme emergono come apparizioni: leggere, sospese,

costruite da strati che dialogano senza mai sovrapporsi del tutto.

Non c’è colore che imponga, non c’è volume che domini. Ci sono superfici che

respirano, vuoti che diventano presenza, trasparenze che si aprono come

pensieri.

Vetro-1

La luce attraversa queste architetture effimere e le trasforma.

Nel vetro diventa movimento; nella carta diventa memoria.

È lei a tessere la trama, a dare ritmo, a suggerire percorsi che cambiano

a ogni sguardo.

Osservare queste opere significa entrare in uno spazio intimo, dove ogni

riflesso è una possibilità e ogni ombra una storia in attesa.

Un luogo in cui la materia non rappresenta, ma evoca; non descrive, ma invita.

Un luogo dove la luce non illumina soltanto: scrive.