.Il Cinema va a scuola

Educazione all’immagine, un giusto riconoscimento.

Di Cristiana Albertini

È proprio il caso di dirlo, finalmente il cinema sta prendendo un suo spazio nella classica attività di studio scolastico, si vedono film, si fanno corti e lunghi, si prende confidenza con il mezzo audiovisivo.

Come mai questa scelta? La scuola si sta accorgendo, da qualche tempo, che il linguaggio visivo è diventato sempre più presente nella vita dei ragazzi e anche dei bambini: l’uso degli smartphone, del tablet, del pc compresa la televisione, ha invaso spesso il tempo della conoscenza, relegando la lettura ad ambiti circoscritti e relativi allo studio e l’esperienza diretta a momenti episodici.

Che ci piaccia o no, i ragazzi e le ragazze, compresi i bambini, hanno un rapporto costante con il mondo delle immagini indirette, mediate da un mezzo che spesso supera le nostre capacità di utilizzo.

La scuola italiana in generale, utilizza in gran parte, e per fortuna, il testo scritto e lavora parecchio su base teorica, anche se molti cambiamenti sono in atto, come le lavagne Lim interattive e multimediali, o l’uso dei tablet soprattutto alle superiori.

Così la scuola dell’obbligo si sta orientando sempre più verso un apprendimento trasversale e multidisciplinare, dove i saperi si intersecano tra loro e i ragazzi sperimentano la loro capacità di comprensione e di ragionamento.

In tutto questo la lettura dell’immagine tendeva a essere relegata solo alla storia dell’arte che, fondamentale base di conoscenza vista la nostra storia e la nostra geografia artistica, rischiava di rimanere in qualche modo isolata. Quindi, a partire proprio dalla nostra arte, alcune scuole hanno iniziato da tempo ad allargare lo sguardo verso quella che viene chiamata l’educazione all’immagine, attraverso il cinema e l’audiovisivo, come una nuova attività che raggiunge e colma il vuoto di conoscenza del pubblico giovanile: si vede tantissimo ma ci sono poche capacità di interpretazione e di comprensione.

I ragazzi sono così esposti a un tambureggiamento costante e quotidiano che non lascia tregua, in gran parte bevono ciò che vedono, senza filtri e senza decodifica.

Il cinema e il sistema audiovisivo (documentari, serial , approfondimenti, lezioni visuali…) allora assumono un ruolo interessante nel percorso di apprendimento attuale, ma hanno bisogno di una formazione e di una conoscenza, di un lavoro profondo e di esperienza, come tutti i linguaggi, tanto più che il linguaggio per immagini è immediato e incisivo.

Ecco quindi che il 3 settembre alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il Mibac (Ministero della attività culturali)  e il Miur (Ministero della scuola) hanno svolto un convegno sul cinema e la scuola e, partendo dalla legge del 2016 e dal protocollo d’intesa del marzo 2018 per l’inclusione nelle scuole del linguaggio cinema e audiovisivo, hanno promosso un bando per il 2019/2020 dal titolo “Cinema per la scuola – I progetti delle e per le scuole” , con la proposta di tre diversi percorsi e un budget per ogni bando di almeno euro 2.000.000! Un grande riconoscimento per il cinema che acquista un ruolo diverso agli occhi del popolo degli studenti…