.Vicentinità

Un vicentino per caso, Salvatore Fazia

Non sono un vicentino doc, lo sono diventato, avevo dieci anni, ci hanno dato tre giorni per evacuare, io e famiglia, si temeva lo sbarco anglo-americano, prendiamo della roba da vestire, e partiamo.

Tre giorni e quattro notti, l’ultima notte la passiamo alla stazione di Vicenza, al mattino prendiamo il tram, arriviamo a Recoaro alle otto, scendendo dal tram, sono col piede sull’ultimo predellino e, volgendo la sguardo in alto, riconosco lo Spitz, me ne aveva parlato mia madre, alla stazione sono venuti ad accoglierci due cugini Annamaria e Alberto Pozza, due passi e ci portano al loro albergo ristorante alla STAZIONE, salutiamo tutti e prendiamo del latte, una scodella di latte ancora bianco, così bianco era un pezzo che non l’avevo visto, troppi giorni e troppe notti in rifugio, sotto, alla base del Castello di Carlo V, sotto continui bombardamenti.

Presto i due cugini, i primi meravigliosi vicentini, ci portano a casa di mia madre, la casa era ancora vuota, dal ‘18, aveva un nome Casa Nizza, vicina ai Tre Garofani, dove aveva soggiornato Friedrich Nietzsche, per ragioni di salute, e per correggere le bozze di Aurora. La cosa è andata così.

Sono stato un profugo di guerra, nel luglio del ‘43, forse uno dei primi, ma oltre al diritto di essere accolto, vantavo anche una specie di merito: Neri Pozza – editore glorioso e stimato scrittore – era un mio cugino, mia madre era di Recoaro, mia nonna era una Pozza, i cugini Pozza siamo una tribù, siamo eredi di quell’essere straordinario di Ermenegildo Pozza, maestro e patriota, di lui il prof. Giorgio Trivelli ricorda che – questo nostro bisnonno – è stato il primo a preconizzare l’istituzione della scuola alberghiera di Recoaro: «Tra i primi ad auspicare l’istituzione a Recoaro di una scuola specializzata in servizi turistici e alberghieri fu Ermenegildo Pozza, maestro elementare e patriota, nel 1866. Nel libro “Professionisti dell’ospitalità” il professor Giorgio Trivelli riporta un discorso di Pozza che affermava: «Bisognerebbe offrire la possibilità ai giovani recoaresi di apprendere in loco quei mestieri che a fronte della crescente notorietà e al rapido sviluppo della stazione termale rappresentano di fatto una straordinaria fonte di occupazione stagionale. Molti potranno impiegare i loro figli qui in Recoaro quando siano educati cuochi, camerieri, caffettieri ed altre professioni ritraendone lauta mercede, che ora passa in mano di estranei e vien tolta al paese».

Ugo Pozza è il padre di Neri, ed è l’autore del monumento agli alpini di Recoaro.

Sono di Crotone, celebre città della Magna Grecia, lo è tuttora, ho avuto tre sorelle e un fratello, è stato sulla spiaggia di Crotone che ho saputo che Crotone è stata una celebre città della Magna Grecia, fratello e sorelle facevano il Classico e me l’hanno spiegato, per me è rimasta tale, ci ha insegnato Pitagora, di cui ho saputo che si rifiutava di insegnare ai ricchi e agli sbruffoni, me ne ricordo perché la cosa m’è piaciuta tantissimo, pur’io ho fatto così. Mia madre era di Recoaro, mio padre l’ha conosciuta nella guerra mondiale ‘15-‘18, quando scendeva dal Pasubio, dove ha combattuto, è anche per questo che ho detto di essere in condizioni di meritare di essere diventato un vicentino. Così adesso posso vantare di essere un vicentino per caso e – aggiungo – anche per fortuna •